0 com

Saperla lunga


Alla domanda se per lui le dimensioni contassero, Rocco Siffredi ha risposto:"La donna è il risultato della sua femminilità, che è un insieme complesso di fattori. Non certo la somma algebrica di tette e culo".
E pensare che c'è ancora molta gente in giro che perde il proprio tempo ad ascoltare la "diarrea verbale", citando un'amica che di mestiere fa la poetessa, di Vitaliano Costantino e compagnia bella, individui autodefinitisi tra i maggiori conoscitori mondiali dell'universo femminile.
Evidentemente non basta spendere qualche notte di mezza estate con la velina di turno, nella discoteca di turno, per diventare leggenda. Proprio no.
0 com

Diario di una veglia concettuale

Vedere il passato di tutti vivendo il proprio presente, aspettando il proprio futuro, che è dubbio, che è opportunità e minaccia, che è speranza per quello che potrà essere e rabbia per quello che non sarà mai. 
Vedere lo stesso cielo che è stato di Chernobyl, di Auschwitz, del Darfur, di piazza Tiananmen, di Berlino (non quello del 2006, sebbene sia quello un ricordo bellissimo), il cielo ridisegnato dagli astrologi, spiegato dagli astronomi e segnato dal tragitto di moduli e satelliti, il cielo ultratecnologico di Tokyo e New York e il cielo incontaminato del Sahara e del Tibet. 
Nessun significato immediato, solo una foto in nero e giallo, bello perchè tutto da significare.
Essere una infinitesimale parte del tutto. Del tutto? Essere una parte, piccola. 
Non c'è bisogno di vedere un dio dietro tutto questo per rendere il cielo un'immagine poetica ed evocativa, basta un po' di immaginazione e liberare il pensiero, operazione molto facile quando lo sguardo non trova riferimenti a cui ancorarsi. D'altronde l'immagine del cielo la conosciamo tutti, non abbiamo certo bisogno di passare notti a fissarlo per ricordarci di cosa si tratti. La sua immagine è un punto fermo, un riferimento. O no? Per fortuna qui non arriverà mai nessuna professoressa a leggere quello che ho scritto e a farmi notare, con arroganza e superoirità, che sono caduto in contraddizione. Posso quindi permettermi di cambiare idea senza dover rinnegare la precedente, perchè mi sembra buona lo stesso.
Insomma non so bene cosa pensare osservando il cielo, sempre ammesso che ci sia qualcosa che ci debba per forza venire in mente quando lo guardiamo. Ma non credo.
Oddio che fatica, meglio chiudere gli occhi. Farò così, partiro' da un mio assunto che sarà anche la conclusione di questo discorso sconclusionato: lo preferisco al soffitto di casa mia.
Opinione semplice e banale d'accordo, terra terra se volete essere cattivi nel giudizio, ma non meno di tutte le cose piu' belle della nostra vita, come il primo caffè della giornata o una birra al bar con gli amici. Non sono mai stato un poeta, alla magniloquenza della Divina Commedia ho sempre preferito un panino con la mortazza o, al massimo, un coro di bambini che canta we don't need no education.
Lascia comunque il sorriso riuscire a cogliere con lo sguardo la scia di una stella cadente, anche per chi non crede in niente oltre a quello che c'è. Può bastare.

0 com

Merditalia


Ecco a voi la lettera tipo che le Ferrovie Italiane sono solite spedire in automatico ai richiedenti rimborso per i pessimi servizi erogati dalla compagnia stessa.
Le piccole dimensioni non consentono certo una lettura ottimale, ma mi premeva troppo pubblicare il documento originale (naturalmente sono stati oscurati nome e indirizzo del ricevente) per farvi cogliere in pieno il livello di ridicolo raggiunto dalla società in questione.
Notare l'appunto dei "29,5 minuti di ritardo" che non danno diritto al rimborso che, guarda caso, scatta dopo il trentesimo minuto.
Vorrei chiudere il post con un saluto ad un grande maestro che si è spento stanotte, sconfitto nella sua vita solo dal suo cuore e dai suoi polmoni. Come, immagino, avrebbe detto lui: la messa è finita, fuori dai coglioni.
Ciao Gianfrà, ti sia lieve la terra.