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Blow (un post per me)

Chi se n'è andato per sempre, per un buco di troppo, per un chilometro di asfalto in più o per qualche motivo che non capiamo. O chi si è semplicemente allontanato, partito per l'università, partito per un nuovo lavoro e una nuova vita, partito perchè dove era prima l'aveva combinata troppo grossa, partito per stare meglio e mai tornato.
Ancora, chi non abbiamo mai sentito vicino pur essendo a un passo.
Capita di perdere le tracce, di allontanarsi da quelli che sono stati, anche solo per poco, compagni di viaggio, e capita, cosa ancora più strana, che quando si ha la possibilità di rincontrarsi non lo si voglia fare, rifugiandosi nei propri ricordi e continuando a fidarsi di essi per non mutare mai un'immagine a cui siamo troppo affezionati.
Dentro noi stessi ci sentiamo più protetti. Che deboli!
E questo vuol dire soffiare, continuare ad andare nonostante una realtà intasata di immagini, simboli e parole a cui non si contrappone una fantasia abbastanza solida da costituire un rifugio sicuro. Una fantasia minata dal tutto che è a disposizione dei nostri sensi, troppo legata al mondo del tangibile e poco a quello dei significati. Andare e basta. Anche se è fatica, e a fare le cose senza capirne il motivo non si riesce propriamente bene.
Tanto quando sarà finita non lo decidiamo mica noi, no, piuttosto qualcuno che ci chiederà una sigaretta, un medico che vorrà asportarci l'appendice, magari la strada che ci conosce meglio o, banalmente, il più familiare e ripetitivo dei gesti.
Ma già allora ci sarà qualcun altro che avrà cominciato a soffiare, non per solidarietà nei nostri confronti e neache per aiuto, lo farà perchè sarà cominciato il suo unico turno.
Il soffio è un'affermazione solitaria.

"Che tu possa avere il vento in poppa, che il sole ti risplenda in viso e che il vento del destino ti porti in alto a danzare con le stelle".
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Tema: Gli adulti

Adulti tanti, adulti troppi.
Si svegliano al mattino, lavorano tutto il giorno.
Adulti che interrompono i miei discorsi per insegnarmi che i discorsi non vanno interrotti. Adulti inattaccabili.
Si svegliano al mattino, lavorano tutto il giorno.
Portano a casa nutrimento. Impegnati. All'estremo. Troppo impegnati per chiedersi il perchè di quello che stanno facendo. Decidono le sorti di vecchi e bambini.
Si svegliano al mattino, lavorano tutto il giorno.
Pochi tra loro sono in grado di insegnare, molti tra i non adulti sono in grado di imparare. Adulti non essenziali.
Si svegliano al mattino, lavorno tutto il giorno.
Odio le loro domande, trattasi infatti di affermazioni col punto interrogativo. Non ho necessità di dividere in modo netto e sequenziale la mia vita in categorie di crescita. La mia età non è poi così importante.
Addio adulto, addio insegnante.

(Liberamente tratto dai testi dei Uochi Toki che sono fonte inesauribile di spunti per i miei ragionamenti sghembi).



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Piromani

"Andiamo a vedere i colori delle ciminiere dall'alto dei nostri elicotteri immaginari
 Andiamo a dare fuoco ai tramonti e alle macchine parcheggiate male
 Ad assaltare ancora i cieli
 A farci sconfiggere e finire sui telegiornali
 Foto in bianco e nero delle nostre facce stravolte sui quotidiani locali
 Andiamo a vedere i cantieri delle case popolari dai finestrini dei treni ad alta velocità
 Trasformiamo questa città in un'altra cazzo di città
 Andiamo a vedere le luci della centrale elettrica
 Andiamo a vedere le luci della centrale a turbogas
 E tornino a scoppiare a ridere le nostre madonne bulimiche
 E tornino a scoppiare ma dal ridere le nostre madonne anoressiche
 E le tue fotomodelle
 Le tue fottute fotomodelle"

Da Piromani, una delle perle contenute in Canzoni da spiaggia deturpata, un disco enorme e bellissimo de La luce della centrale elettrica.
Senza sprecare troppe parole, come fa il cantautore, quando non avete niente da fare, buttate un orecchio.