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Quel hotel a Tokio...

Il vostro affezionatissimo amministratore dell'Amarezza è lieto di dichiarare, in base alle scelte da voi espresse, che la canzone piu' Amara (e quindi amareggiante) dello scorso anno è MOONSON degli sciagurati TOKIO HOTEL.

La college band tedesca dagli orientamenti sessuali ambigui la spunta col 25% delle preferenze su "Raffaella è mia" di Tiziano Ferro per un solo voto alla fine di una rimonta cla-mo-ro-sa della hit nostrana, cominciata a soli 3 gg dalla chiusura dei voti.

In terza posizione si piazzano i Finley con la loro toccante "Fumo e cenere", pezzo che indaga le ansie e le paure peculiari dei piccioni durante la stagione delle migrazioni.

Apprezzando la vostra scelta vi saluto omaggiando come si deve i vincitori e ricordandovi che un'immagine del cantante, contenuta all'interno del loro ultimo album, è stata scelta dall'editore di Primo Levi come copertina delle ristampe del celebre libro "Se questo è un uomo".





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Precisazione dovuta

Come promesso, al rientro dalle mie ferie, ho subito ricominciato ad amministrare l'amarezza con la stessa foga e irruenza di sempre. Come avete potuto notare mi sono permesso di lasciarvi anche dei compiti a casa...avete studiato?
Comunque, prima di ritornare ad osservare la realtà che ci circonda mi è stato fatto notare come io abbia omesso un'importante precisazione che avrei dovuto fare qualche mese fa. In Italia quest'anno è ritornato a farsi sentire un gran bel gruppo, gli Amari. E proprio qui sta il problema,non li dovete confondere per adepti della nostra odiata nemica ultradivina, loro con Ella non hanno niente a che fare. Sono veramente un gruppo interessante e vorrei parlarvi un po' di loro. Per farlo citerò un post dal blog THERE'S A LIFE BEYOND THE ANGER (lo trovate tra i link in alto a destra) che descrive quello che gli Amari sono meglio di come io potro' mai fare:

"Per tutti quelli che sono stufi di sentir dire che la musica italiana non esiste.
Per tutti quelli che vorrebbero spaccare in testa ad Eros Ramazzotti il citofono dal qual canta, ma con gentilezza.
Per tutti quelli che rimpiangono le giornate a giocare a pallone e le sere a nascindino sotto casa.
Per tutti quelli che sono passati da pane e nutella al McDonalds come massimo dell'esotismo possibile, e poi sono tornati alla nutella chiedendole scusa.
Per tutti quelli che hanno i capelli non capigliature, che mettono la camicia ed hanno la giacca un pò lisa.
Per tutti quelli che credono nella potenza dell'hip hop nonostante mondomarcio.
A tutti consiglio il nuovo disco degli Amari "scimmie d'amore", per un semplice motivo: questi ragazzi sanno essere innovativi e creativi senza pose, sanno dare voce ai sentimenti che tutti dobbiamo provare anche se li anneghiamo sotto facciate brutte e volgari laddove le crediamo fighe. Ecco gli Amari sanno raccontare la bellezza dell'ordinarietà, il fascino delle debolezze e il lato poetico di una giornata normale.Gli amori che viviamo non devono essere per forza i più passionali, le giornate non devono essere per forza campali e possiamo dire con forza che fare la gita fuori porta nei giorni prestabiliti può essere una cagata pazzesca.
I versi delle canzoni di "scimmie d'amore" come quelle del precedente "Gran Master Mogol" raccontano com'è la vita nel 2007, cosa si prova di fronte a questa realtà che a volte risulta inspiegabile nella sua banalità. Togliendo la musica, mi capita di trovare quello che ho pensato senza saperlo dire con le parole esattamentenei loro testi. Ed è difficile dire altrettanto del resto della musica italiana, in italiano per di più.
Questo disco sarebbe anche per tutti quelli che considerano i Negramaro il meglio della musica nostrana ma, ahimè, loro non lo sanno.
Davvero è tanto difficile scrivere testi con soggetto,verbo e complemento?"

Se siete come San Tommaso (lui si che fu un adepto dell'Amarezza!) potete rendervi conto voi stessi che quelo che si dice è vero. Date un'occhiata al video sopra: Amari ft. Mariottide
Capito? Amari diverso da Amarezza, ricordatelo sempre!

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Falling into infinity

Che la diversità sia una forza lo sentiamo dire ogni giorno. Lo sentiamo dire così tante volte che ormai ci sembra quasi un intercalare tipo "che caldo che fa oggi" oppure "piove governo ladro". Quelle frasine preconfezionate da usare quando non sappiamo piu' di cosa parlare per evitare imbarazzanti silenzi.
Un paio di considerazini bisogna farle: è certo che qualche persona fa cose ridicole solo per poter apparire diversa, ed è altrettanto certo come caratteristiche quali l'intelligenza o l'idiozia sono trasversali alle categorie cui ogni singolo individuo sceglie di appartenere.
Diversità vuol dire esattamente riempire a proprio modo e piacimento gli anni che separano il giorno in cui nasciamo dal giorno in cui moriamo. Conoscere molta gente diversa ci da l'esperienza che altrimenti potremmo acquisire solo con gli anni e la fantasia per vivere meglio la nostra vita. E' come stare su un altissima rupe ed osservare il fluire, il sovrapporsi e l'intrecciarsi di scie luminose di vita, ognuna con una traiettoria e un'intensità diversa.
Oggi stiamo assistendo, nel mondo dei "giovini", come direbbe Joe Pesci in "Mio cuggino Vincenzo", ad un processo di estremizzazione della diversità. Estremizzazione che come succede ogni volta si porta dietro solo effetti negativi. Negativi perchè dividere la realtà in tutti quei kluster invece di amplificare e sottolineare le differenze che esistono fra diverse categorie di pensiero, di stile di vita o semplicemente di passioni e hobby, le svuotano di ogni significato. Cosa hanno di diverso i "truzzi" dai "fighetti" dai "metallari" dai "punk" dai "gabber" dagli "skaters" dagli "emo" e chi piu' ne ha piu' ne metta? Chi di loro conosce ancora la ragione per cui si proclama punk piuttosto che truzzi se non fosse perchè preferiamo un paio di pantaloni strappati e sciatti ad una camicia coi brillantini?
La differenza non esiste, ognuno di questi individui sceglie in base a come preferisce apparire esteticamente, senza un minimo di background culturale a sostegno della sua scelta, spreca inoltre ore e ore per vestirsi in modo rivoltante, sceglie di assoggettarsi a precisi precetti estetici e dogmi comportamentali talmente rigidi che neanche nella Korea del Nord totalitaria.
Inoltre la situazione non è poi così nitida, perchè esistono numerose sottocategorie, ad esempio se sei un metallaro "trash" non puoi andare d'accordo con chi ascolta gruppi come Van Halen o Deff Leppard perchè non sono sporchi e cattivi; allo stesso modo se sei un fighetto che balla la commerciale non ti puoi permettere di conoscere il fighetto che ascolta solamente afro.
E' una cosa veramente triste vedere come l'annullamento della personalità oggi passi per la frammentazione piu' esasperata possibile di ogni stile di vita. Questi kluster hanno regole così dettagliate e rigide che nulla è piu' lasciato alla fantasia o alla cretività personale. Come atteggiarsi, cosa rispondere ad ogni domanda, cosa indossare in ogni occasione e quale intercalare usare in ogni momento. Una volta che si aderisce ad uno di questi kluster si potrebbe senza problemi prendere la propria testa e buttarla nel cesso, tanto è il kluster che penserà e agirà per noi.
E non prendiamocela come al solito con le multinazionali o con la globalizzazione, sarebbe troppo facile. Che aziende e marchi fomentino e sfruttino per il proprio tornaconto tale annullamento della singolarità dell'individuo, spingendolo con un marketing spietato e inutili quanto pacchiani oggetti, che dovrebbero fungere da status-symbol, è cosa risaputa, ma l'annullamento della diversità è un fenomeno autoindotto che nasce dalla pochezza, dalla scarsa personalità e dalla quasi nulla autostima che possiedono i "giovini" oggi o, come piace chiamarli a me, gli adolescemi (anche adolescempi non è male).
Un esercito di deficienti tutti uguali se non fosse per l'accostamento cromatico comunque orrendo che li distingue si ma non a tal punto da non permettere loro di essere papabili concorrenti di "saranno tronisti".
Un post che non ha un filo logico e un significato preciso, mi piaceva cominciare l'anno con una riflessione seria sullo sfacelo culturale e creativo che ci circonda e lo sto facendo.
Un post scritto di getto così come viene, senza filtrare troppo il pensiero per essere il piu' possibile diretto (perdonate quindi gli errori di sintassi che sicuramente ci saranno).
Un post che non ha nessuna pretesa di essere uno studio sociologico sui teen-ager di oggi.
Un post che sarebbe stato meglio intitolare citando Tyler Durden (Brad Pitt) in Fight Club quando afferma: "Tu non sei i vestiti che porti, sei la canticchiante e danzante merda dell'umanità".
Un post, infine, che serve solo per dire che una volta c'era la semplicità, c'erano gli amici, i conoscenti, gli sconosciuti e chi ti stava sul cazzo. Non eri un truzzo se andavi a ballare il sabato sera, così come non venivi etichettato punk o metallaro se sentivi musica assordante. Non c'era il bisogno di etichettare e catalogare tutti a tutti i costi. Bastava poco per essere diversi, che so, un dettaglio, una battuta ricorrente, un rito particolare derivante da chissà quale fantascientifica credenza. Era bello e semplice perchè non c'erano regole scritte, era tutto a nostra discrezione, e non c'era l'odio alla base della distinzione. Non è che prima fossimo in paradiso, problemi e discussioni piu' o meno civili le hanno avute tutti, ma non nascevano certo dallo sciovinismo modaiolo.
Ora invece gli adolescemi sono così preoccupati di dimostrare di esserci e di distinguersi che si stanno scordando di essere.
Tutto qua.